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Dico 15 anni, ma forse è qualcosa di più, perché già nel 2000 erano iniziati gli incontri per far nascere Agenda21Laghi. Quindici anni sono molti per un incarico pubblico, a maggior ragione in tempi di “rottamazione” e nuovismo ad ogni costo.

Così a gennaio di quest’anno ho comunicato alla segreteria tecnica la mia intenzione di terminare l’incarico, come ho poi ribadito al Comitato dei Sindaci a Febbraio.

Quindici anni sono anche un buon periodo per misurare i cambiamenti intervenuti e quanto le aspettative e gli intenti iniziali abbiano trovato o meno conferma.

Agenda21Laghi nasceva su due presupposti: la partecipazione dei cittadini ed il protagonismo dei Comuni.

 

La partecipazione, non nascondiamocelo, ha fatto molti passi indietro. I primi Forum di Agenda21Laghi, mal pubblicizzati, comunicati solo attraverso la rete dei Comuni, riempivano le sale.

Ho ancora in mente la “Conferenza sul territorio” del febbraio 2006: due sabati consecutivi, con un programma denso e la Sala del Centro Congressi Don Guanella piena, senza più posti a sedere.

Ora, con mezzi di comunicazione ben migliori, dalla newsletter al gruppo Facebook, facciamo fatica a raccogliere qualche decina di presenti, pur portando elementi di informazione e discussione ben più consistenti.

In segreteria tecnica c’erano più esponenti di associazioni e singoli cittadini che rappresentanti dei Comuni. Ora le associazioni non ci sono più ed i cittadini latitano.

Sembra che i cittadini più che la partecipazione cerchino la delega, afflitti dal disinteresse e dall’apatia, mentre i luoghi della riflessione pubblica e della formazione delle decisioni sono svuotati.

 

Nei primi anni 2.000 il Comune era l’istituzione più prestigiosa. Si veniva da un decennio di riforme, l’elezione diretta dei Sindaci, le Bassanini, che conferivano loro efficacia e credibilità. Infatti tutte le rilevazioni l’indicavano come l’Istituzione più vicina ai cittadini e quindi più rispettata.

Anche qui, il tempo ha più cancellato che costruito.

La partecipazione elettorale è in costante calo, in molti centri il turno di ballottaggio richiama meno del 50% degli aventi diritto. L’assenteismo elettorale è più alto nelle elezioni amministrative che in quelle politiche, i Comuni si dibattono tra difficoltà di bilancio e impedimenti operativi. Nessuna riforma è stata fatta, nessuna all’orizzonte.

Il cosiddetto federalismo aveva acceso qualche speranza, ben presto svanita. Ora manca qualunque idea che assegni ruolo al Comune, unica istituzione locale quando le Province verranno definitivamente cancellate.

 

Così è andata la corrente in questi anni. Noi siamo andati contro la corrente.

Seguendo il vecchio adagio di Maometto e la montagna, i cittadini siamo andati a cercarli noi nei loro luoghi di lavoro o di studio, con il DTEL, lo sportello energia, le Green School, i prodotti a km0, le VVL ed i quaderni dei valori territoriali ed abbiamo costruito strumenti per un dialogo diretto (il sito, i portali, la newsletter, Facebook).

Con i Comuni abbiamo sfidato le difficoltà approvando i PAES, lavorando sul turismo e l’attrattività, avviando la riqualificazione di edifici ed impianti d’illuminazione pubblica.

Non abbiamo trascurato la cultura ambientale con Forum tematici ed informativi, l’educazione ambientale con le Green School e gli eventi, portando con la newsletter notizie di ciò che si muoveva ben oltre il nostro territorio.

E abbiamo costantemente migliorato i nostri strumenti di lavoro e comunicazione, non ultimo il portale “Vivere i laghi” di cui parleremo nella prossima newsletter.

 

Sono sicuro che Agenda21Laghi continuerà così, aumentando il ritmo di voga per contrastare sempre la corrente.

Per questo rivolgo i migliori auguri al prossimo coordinatore, ai delegati, a tutti gli Amministratori comunali, ed a tutti voi lettori un invito a partecipare (di più).

L’ambiente non è una (mia) ossessione. E’ il futuro, l’unico che abbiamo.

Come impariamo dalle nostre Green School, non può fare a meno della conoscenza, del dialogo, del pensiero critico.

Consapevoli che la corrente porterebbe altrove, a divagare, ad evadere, alle frivolezze, alla spensierata incoscienza.

Anche in questo caso si può andare in “direzione ostinata e contraria”.

Chi ci prova scopre che non è un dovere morale e una fatica, è un piacere.

 

 

                                                                                  Fulvio Fagiani

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