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Sentiero del Verbano - Tratto del Comune di Laveno Mombello
 
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Caratteristiche tecniche
Tratto  
  • Lunghezza totale del tratto: 7,5 Km
  • Totale tratti carrozzabili asfaltati: 4,1 km
    • In piano : 2,5 km
    • Saliscendi dolce : 0 km
    • Impegnativa : 1,6 km
  • Totale tratti carrozzabili fondo naturale: 3,0 Km
    • In piano: 0 km
    • Saliscendi dolce: 2,2 km
    • Impegnativa: 0,8 km
  • Totale tratti di sentiero: 0,4 km
    • In piano: 0 km
    • Saliscendi dolce: 0 km
    • Impegnativa: 0,4 km.
  • Difficoltà del percorso: da 1 a 54
     
   
Profilo altimetrico
Profilo altimetrico
   
Siti d'interesse lungo il sentiero

Uno scorcio della Torbiera
Uno scorcio della "Torbiera"

Laveno Mombello intravisto dal Monte Brianza
Laveno Mombello intravisto dal Monte Brianza

Uno dei tanti panorami offerti dal lungolago di Laveno Mombello
Uno dei tanti panorami offerti dal lungolago di Laveno Mombello

 

Uno dei punti di partenza/arrivo del sentiero del Verbano è Laveno Mombello, storicamente la “capitale turistica” della sponda orientale del Lago Maggiore. Già dai primi metri del sentiero, sul lungolago in prossimità dell’imbarcadero, è possibile ammirare uno spettacolare panorama volto alla sponda opposta del lago: ben visibili sono il Mottarone, il Piancavallo e il gruppo del Monte Rosa. Lasciando il centro abitato, il sentiero si inerpica sul Monte Brianza da cui è possibile apprezzare uno scorcio dall’alto di Laveno Mombello che, come dimostra la morfologia delle sue coste, costituisce un porto naturale di rara bellezza.

Attraversata la frazione di Chiso si entra in un’area boscata in cui si possono vedere, oltre ad esemplari secolari di castagno, anche tratti di vecchi muri a secco a testimonianza di una certa simbiosi tra gli abitanti locali di un tempo ed il proprio territorio.

Il sentiero prosegue verso Cerro, un piccolo centro un tempo legato all’attività di pesca sul lago. Presso il Palazzo Perabò è possibile visitare la Civica Raccolta di Terraglia. Si tratta di un museo dedicato alla ceramica, una delle produzioni manifatturiere più antiche e caratteristiche di Laveno Mombello.

Allontanandoci dalla costa, appena fuori dal centro abitato, entriamo il quella che è una delle zone naturalisticamente più interessanti di tutto il territorio lavenese: la Torbiera.

La Torbiera è ciò che rimane di quello che era un laghetto di origine glaciale incastonato in una piccola corona di rilievi morenici. Col passare del tempo tale laghetto ha subito processi di naturale interramento trasformandosi in una palude. Per parecchi anni, nel dopoguerra, questo è diventato sito di estrazione di Torba dai cui il nome “Torbiera”. Proprio durante l’estrazione della torba sono stati rinvenuti resti che documentano la presenza di un insediamento palafitticolo già in epoca preistoria.

Sebbene le sue acque poco ossigenate non siano ospitali per le specie ittiche più esigenti, la Torbiera rappresenta oggi un ecosistema ad elevata naturalità. La vegetazione dominante è quella igrofila dominata dal ‘fragmiteto’ (Phragmites australis è la comune cannuccia di palude) in associazione con il salice bianco (Salix alba) e l’ontano nero (Alnus glutinosa). Per quanto concerne la fauna, la Torbiera è habitat ideale sia per gli anfibi (rane e rospi in particolare) sia per i rettili tra i quali ricordiamo la comune biscia dal collare (Natrix natrix). Alcuni uccelli migratori nidificano in prossimità della torbiera; tra i più comuni vi sono il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) e la fologa (Fuliga atra).

Da segnalare, tra i mammiferi, le popolazioni di toporagno acquatico (Neomys fodiens) e di arvicola terrestre(Arvicola terrestris).

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Per saperne di più sul comune di Laveno Mombello visita il sito: http://www.comune.laveno.va.it
   

 

 


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