Il futuro della scuola e l’educazione alla sostenibilità


Da alcuni giorni, tra un’auto che fa sognare ed un contratto telefonico irrinunciabile, si fa notare una pubblicità che invita a proporre idee e commenti sulla riforma della scuola.
E’ ”la buona scuola”, sottotitolo “facciamo crescere il paese” (https://labuonascuola.gov.it).
Non sappiamo quale effetto avrà il documento, né se ispirerà realmente la riforma. Assumiamolo però come una traccia dell’idea prevalente sul futuro della scuola italiana e proviamo ad incrociarlo alla nostra esperienza ed ai nostri intendimenti.
Va subito precisato che l’educazione alla sostenibilità non compare in nessuna parte del documento, neanche in quella dedicata “a ripensare ciò che si impara a scuola”, forse dimenticanza, sottovalutazione o desiderio di concentrarsi su questioni ritenute più urgenti.
Ci sono buone ragioni per sostenerne l’importanza:
·         Mutamenti climatici e riduzione della biodiversità sono emergenze da anni all’attenzione della comunità internazionale e scientifica;
·         La necessità della sostenibilità sempre di più accompagnerà la vita delle future generazioni;
·         Come recita il titolo di un testo che fa scuola, nel 2050 avremo “9 miliardi di posti a tavola” e la possibilità di nutrirli dipenderà dal buon uso delle risorse del Pianeta.
Dal punto di vista didattico educare alla sostenibilità significa:
·         Educare ai buoni comportamenti (rifiuti, energia, mobilità, alimentazione),
·         Lavorare per progetti,
·         Integrare più discipline attorno al progetto (scienze, matematica, informatica, scienze della società, italiano e lingua straniera), quindi realizzare progetti multidisciplinari;
·         Accedere a fonti aggiornate, quindi imparare a scegliere le fonti ed estrarne contenuti informativi utili ed autorevoli,
·         Imparare a comunicare le conoscenze ed i risultati dei progetti con gli strumenti più vari (testi, filmati, presentazioni, manifesti, questionari, brochure, espressioni artistiche, ecc.).
Quindi l’educazione alla sostenibilità è trasversale alle discipline e contribuisce alla formazione integrale della persona, alimentando e stimolando la capacità di costruire nuova conoscenza.
Non solo, ma l’educazione alla sostenibilità, almeno nella nostra esperienza, è fortemente inserita ed integrata nella comunità locale: si avvale di competenze locali, si immerge nella realtà locale, si diffonde alla comunità locale.
Nello stesso tempo collega i fatti locali alla realtà globale e alla dimensione planetaria.
Nel documento “la buona scuola” molti spunti sembrano andare incontro alla nostra esperienza e ai propositi di svilupparla, già oggetto di un articolo nella newsletter 32.
Vi si parla infatti di reti di scuole e poli regionali per l’innovazione continua, finalizzate alla formazione permanente dei docenti a livello d’istituto, di collegare le scuole al territorio circostante - “vogliamo che la scuola diventi il filo forte di un tessuto sociale da rammentare” - coinvolgendo le associazioni che si occupano di progetti educativi, culturali e sociali, mobilitando persone e competenze esterne.
Si chiede alle scuole di esercitare la propria autonomia modulando la propria offerta formativa con attività integrative e facoltative, ricordando che questa facoltà è già riconosciuta dall’ordinamento vigente, ma resa spesso impraticabile per la carenza di risorse economiche ed umane.
La prospettiva a cui stiamo lavorando è esattamente quella delineata nel documento del governo, in buona parte sperimentata nei cinque anni di Green school che abbiamo alle spalle, da estendere geograficamente a tutte le scuole della provincia di Varese e da rinforzare e consolidare con nuovi materiali e contenuti didattici.
Su questi temi organizzeremo ai primi di novembre un’iniziativa in collaborazione con la Provincia, di cui vi daremo notizia nella prossima newsletter.
 
In allegato il documento “la buona scuola”.     
 
                       
                                                                                  Fulvio Fagiani

Allegato: http://www.agenda21laghi.it/public/La Buona Scuola.pdf